VIDEO – Ruvik, il rap di Carrara conquista la scena: fuori il nuovo singolo “Nn mi dire”
pubblicato da Redazione il 10 Gennaio 2026
VIDEO – Ruvik, il rap di Carrara conquista la scena: fuori il nuovo singolo “Nn mi dire”
CARRARA, 10 gennaio 2026 – C’è una voce che arriva dalle strade di Carrara e che presto sentirete in alta rotazione sulle nostre frequenze. Si tratta di Ruvik, pseudonimo di Ludovico Faggioni (figlio di Giacomo Faggioni, che cura la trasmissione Misterioso sulle nostre frequenze), che ha appena rilasciato il suo nuovo singolo dal titolo “Nn mi dire”, sotto l’etichetta Orangle Records.
Il brano non è solo una canzone rap, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti che mescola l’immediatezza delle rime a una sensibilità cantautorale maturata tra le cave e il centro storico.
Un video tra Parco Padula e i vicoli della città
A sottolineare il legame indissolubile con le sue origini è anche il comparto visivo del progetto. Il video di “Nn mi dire”, montato da Samuele Billa, è stato infatti girato interamente a Carrara. Le immagini spaziano tra le atmosfere suggestive del Parco della Padula e gli scorci più autentici del centro storico, trasformando la città nel set ideale per raccontare l’universo introspettivo e urbano di Ruvik.
Verso il primo album
“Nn mi dire” non è un episodio isolato: il singolo rappresenta infatti il primo tassello di un album di prossima uscita. Il percorso di Ludovico è lontano dai cliché del rapper improvvisato: cresciuto in una famiglia che mastica pane e musica (dal metal al blues), Ruvik ha saputo unire queste influenze a un hip hop “colto” ispirato a figure come Mezzosangue, Rancore e i Colle der Fomento.
A soli dodici anni inizia con il freestyle, ma capisce presto che per fare sul serio servono studio e disciplina. Da qui la scelta di frequentare corsi di canto e di produzione, costruendo la propria identità artistica mattone dopo mattone fino ad arrivare a questo debutto discografico ufficiale.
“Nn mi dire”: un inno all’autenticità
In questo singolo, Ruvik usa barre asciutte e una scrittura frontale per raccontare tensioni e frammenti di vita vissuta. La produzione è essenziale, pensata per dare forza a un messaggio chiaro: l’invito a non farsi etichettare e a proteggere la propria autenticità ad ogni costo.
Con questo brano, Ruvik conferma di essere un artista in forte crescita, capace di trasformare il vissuto personale in un racconto universale, mantenendo sempre un carattere solido e senza filtri.


















