“Basi Blu” raddoppia, Marola risponde: assemblea popolare contro il progetto da 800 milioni
pubblicato da Redazione il 14 Gennaio 2026
“Basi Blu” raddoppia, Marola risponde: assemblea popolare contro il progetto da 800 milioni
LA SPEZIA – Non una semplice ristrutturazione, ma un vero e proprio “raddoppio” della presenza militare che rischia di ipotecare il futuro del Golfo per i prossimi decenni. È questa la lettura del collettivo Murati Vivi, che denuncia l’impiego di ben 805 milioni di euro di fondi pubblici per il potenziamento della base navale spezzina.
Per discutere di quello che definiscono un progetto “inutile e dannoso”, il collettivo ha indetto un’assemblea pubblica e popolare per domenica 18 gennaio, alle ore 16:00, presso i locali della Società Mutuo Soccorso di Marola.
Soldi pubblici e degrado arsenalizio
Secondo i Murati Vivi, l’investimento milionario rappresenta una contraddizione inaccettabile di fronte allo stato di abbandono e inquinamento in cui versano ampie zone dell’Arsenale. “Denari provenienti dalle tasse dei cittadini vengono spesi per una soluzione che precluderà ogni forma di demilitarizzazione e riorganizzazione delle aree”, accusa il collettivo.
Il timore è che, a fronte di una spesa enorme, non vi sia alcuna ricaduta positiva sul territorio in termini di lavoro o qualità della vita, ma solo un aumento dei rischi per la sicurezza e la salute pubblica.
L’invito ai politici: “Venite a discutere dal basso”
L’assemblea di domenica non vuole essere solo un momento di protesta, ma l’inizio di una mobilitazione permanente. Per questo motivo, gli organizzatori hanno rivolto un invito esplicito a tutte le cariche istituzionali: dai consiglieri comunali al Sindaco di La Spezia, fino ai parlamentari eletti nel territorio.
L’obiettivo è forzare l’apertura di un tavolo di discussione che, finora, è mancato. Le richieste sono chiare:
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Fermare il raddoppio della base navale;
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Avviare un programma serio di bonifiche ambientali;
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Ascoltare le proposte di riconversione civile avanzate in questi anni dai cittadini.
“Non siamo sudditi, ma cittadini”, conclude la nota dei Murati Vivi, chiamando a raccolta tutta la popolazione spezzina per riprendere parola sul destino del proprio mare.


















