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Addio a Bob Weir: si è spenta l’anima dei Grateful Dead

pubblicato da il 11 Gennaio 2026


Addio a Bob Weir: si è spenta l’anima dei Grateful Dead

11 gennaio 2026 – Il mondo della musica piange la perdita di una delle sue figure più iconiche e gentili. Bob Weir, chitarrista ritmico e membro fondatore dei Grateful Dead, si è spento sabato 10 gennaio all’età di 78 anni.

La notizia è stata confermata dai suoi canali ufficiali: Weir ha ceduto a complicazioni polmonari dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro, diagnosticatogli nel luglio del 2025. Se n’è andato pacificamente, circondato dall’affetto dei suoi cari.

L’ultimo ballo al Golden Gate Park

Nonostante la malattia, Weir non aveva smesso di suonare fino all’ultimo. Solo pochi mesi fa, nell’agosto del 2025, era salito sul palco del Golden Gate Park di San Francisco per tre serate storiche con i Dead & Company (la band formata con John Mayer e gli storici compagni dei Dead), celebrando i 60 anni di carriera proprio nella sua città natale. Quelli sono stati i suoi ultimi concerti, un addio perfetto davanti alla sua “family” di fan.

Dalla Summer of Love all’eternità

Nato a San Francisco nel 1947, Weir aveva solo 17 anni quando fondò i Grateful Dead insieme a Jerry Garcia, Phil Lesh, Bill Kreutzmann e Ron “Pigpen” McKernan. Insieme hanno inventato un genere, trasformando il rock in un’esperienza psichedelica e improvvisata che ha definito la controcultura americana degli anni ’60.

Mentre Garcia era il cuore melodico, Weir ne era il motore ritmico e l’architetto armonico. Dopo lo scioglimento della band nel 1995 (seguito alla morte di Garcia), Bob si era caricato sulle spalle l’eredità del gruppo, continuando a far girare quelle canzoni attraverso innumerevoli formazioni come RatDog, Furthur e, infine, Dead & Company.

Il mondo si illumina di “Tie-Dye”

L’impatto di Weir sulla musica è testimoniato dall’ondata di tributi che sta arrivando in queste ore. Da Trey Anastasio dei Phish a Billy Corgan, fino a Don Henley degli Eagles. A New York, l’Empire State Building è stato illuminato con i colori psichedelici “tie-dye” per onorare il musicista che, più di ogni altro, ha incarnato lo spirito del viaggio senza fine.

Come recita uno dei versi più amati dei Dead, citato oggi dal suo amico Don Was: “The music never stopped”. La musica non si fermerà, ma da oggi il viaggio sarà un po’ più silenzioso.