Marmo e filiera corta: Legambiente Carrara dice NO alle proroghe generalizzate
pubblicato da Redazione il 1 Marzo 2026
Marmo e filiera corta: Legambiente Carrara dice NO alle proroghe generalizzate
Sulla scia del dibattito politico relativo alla concessione di ulteriori due anni per l’applicazione dell’obbligo di lavorazione in loco, interviene Legambiente Carrara. L’associazione ambientalista esprime un rifiuto netto verso ogni modifica peggiorativa delle normative vigenti (Legge Regionale 35/2015 e Legge 52/2025) e chiede all’Amministrazione Comunale di passare dalle enunciazioni di principio alla concretezza dei numeri.
La richiesta di trasparenza: “Pubblicate i dati delle singole aziende”
Secondo Legambiente, la decisione di prolungare il periodo transitorio basandosi solo su dati aggregati è una “scorciatoia” per rinviare l’applicazione rigorosa delle norme. L’associazione chiede che il Comune renda pubblici i dati specifici per ogni cava:
- Distanza dall’obiettivo: Quali sono le aziende sotto la soglia del 50% di lavorazione locale e di quanto mancano il bersaglio?
- Rapporto estrazione/lavorazione: Qual è la quantità reale di materiale estratto rispetto alla percentuale di filiera corta dichiarata?
- Solidità economica: Quali sono i fatturati e gli utili delle aziende che richiedono la proroga?
L’associazione sottolinea come la situazione di un’azienda che raggiunge il 45% di filiera sia profondamente diversa da chi si ferma al 10%, così come differiscano le capacità di investimento tra chi produce utili elevati e chi ha margini ridotti.
Contro il “tana liberi tutti”
Legambiente avverte che una proroga indiscriminata si trasformerebbe in un segnale negativo per l’intero sistema, finendo per penalizzare le aziende più virtuose che hanno già investito nel territorio.
Le proposte dell’associazione per eventuali deroghe:
- Valutazione caso per caso: Le proroghe non dovrebbero essere automatiche ma differenziate in base alla situazione specifica di ogni cava.
- Piani di incremento verificabili: La concessione di tempo extra deve essere vincolata alla presentazione di programmi certi per la crescita occupazionale e il riequilibrio tra estrazione e trasformazione.
- Responsabilità sociale: Stimolare le imprese a investire in ricerca, sviluppo e sostenibilità ambientale, tutelando l’interesse pubblico sopra la rendita di pochi.
L’appello all’Amministrazione
Il comunicato si conclude con un richiamo al ruolo del Comune come rappresentante della collettività. Legambiente esorta l’ente a non cedere alle pressioni del settore lapideo e a pretendere una reale trasparenza sui dati dell’estrazione, definendo la responsabilità sociale e ambientale d’impresa come “non più rinviabile”.

















