Legambiente: Rammarico per la Sospensione del Biodigestore a Massa e Richiesta di Chiarezza
pubblicato da Redazione il 13 Novembre 2025
Legambiente: Rammarico per la Sospensione del Biodigestore a Massa e Richiesta di Chiarezza
Legambiente esprime profondo rammarico e preoccupazione per la repentina sospensione del progetto del biodigestore presso il polo Cermec di Massa. L’associazione ribadisce la necessità di portare avanti progetti di economia circolare diffusi sul territorio.
Contrarietà al Fallimento dell’Economia Circolare
Fausto Ferruzza (Presidente Legambiente Toscana), Maria Paola Antonioli (Presidente del Circolo di Carrara) e Francesco Rossi (Presidente del Circolo Massa e Montignoso) dichiarano che è “contrario alla nostra concezione di ambientalismo gioire per un progetto di economia circolare che fallisce sul territorio.”
I rappresentanti di Legambiente mettono in dubbio le ragioni ufficiali della sospensione, ipotizzando che la vera motivazione non sia la convenienza o l’efficienza, ma la necessità di assecondare un modello regionale di gestione dei rifiuti ritenuto non virtuoso, che vede nel polo di Peccioli (Alta Valdera) il vero “dominus” e la destinazione di flussi sempre maggiori di rifiuti.
Rifiuti Zero, Impianti Mille: Il Modello Legambiente
Legambiente riafferma la sua posizione coerente con l’ambientalismo scientifico e il “Piano Regionale dell’Economia Circolare” approvato in Toscana a gennaio 2025:
- Modello di Riferimento: Impianti diffusi e responsabilizzanti sul territorio, riassunto nel motto “Rifiuti Zero, Impianti Mille”.
- Sostegno al Progetto Cermec: L’associazione aveva apprezzato e sostenuto il progetto di trasformazione del Cermec in un impianto integrato avanzato (sezione anaerobica per biometano e aerobica per compost di qualità), poiché localizzato in una zona industriale idonea e con viabilità adeguata.
I presidenti concludono sottolineando che, nonostante nell’area permangano progetti di bonifica da completare (riguardanti il Cermec e le aree SIR/SIN), il principio di realizzare impianti di prossimità per l’organico resta prioritario.
Legambiente, dalle articolazioni locali fino alla Direzione Nazionale, continuerà a impegnarsi per portare avanti questo modello in provincia di Massa e nel resto del Paese.


















