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Porto di Marina di Carrara, il monito dell’Accademia Apuana della Pace: “Chiarezza sul transito di esplosivi”

pubblicato da il 15 Giugno 2026


Porto di Marina di Carrara, il monito dell’Accademia Apuana della Pace: “Chiarezza sul transito di esplosivi”

L’Accademia Apuana della Pace esprime profonda preoccupazione in merito ai dati emersi dall’inchiesta giornalistica firmata da Linda Maggiori e pubblicata sulla rivista Altreconomia. Secondo la documentazione ufficiale ottenuta tramite accesso agli atti presso la Capitaneria di Porto, lo scalo di Marina di Carrara registrerebbe il transito annuale di ingenti quantitativi di materiale esplosivo classificato come 1.1D, una categoria a rischio elevato caratterizzata dal pericolo di esplosione a catena.

La situazione solleva pesanti interrogativi legati alla sicurezza pubblica e alla trasparenza amministrativa. Stando a quanto denunciato dall’associazione, diversi enti operativi sul territorio, inclusi il Comune di Carrara e la Protezione Civile, non sarebbero stati pienamente informati sulla reale entità e sulla natura di questi flussi logistici.


Le criticità sollevate: informazione e sicurezza

L’Accademia della Pace evidenzia come i quantitativi indicati dall’inchiesta appaiano difficilmente riconducibili alle sole necessità estrattive dei bacini marmiferi locali, sollevando il timore che l’infrastruttura civile possa essere inserita all’interno di filiere legate all’industria bellica. L’associazione denuncia inoltre il totale difetto di informazione nei confronti della popolazione residente in un’area densamente abitata e a forte vocazione turistica e commerciale.

Nonostante le richieste formali inviate tramite PEC lo scorso 18 maggio alla Prefettura, al Comune, all’Autorità Portuale e alla Capitaneria di Porto, le risposte ufficiali sono state giudicate parziali o interlocutorie, con l’Autorità Portuale che si è dichiarata non competente sulla movimentazione di merci pericolose.


I quattro quesiti rivolti alle istituzioni

Per fare piena luce sulla vicenda, l’Accademia Apuana della Pace indirizza pubblicamente quattro domande chiare e vincolanti alle autorità competenti:

  • Quantitativi: Quali sono i volumi effettivi di esplosivo transitati negli ultimi anni nello scalo marittimo?
  • Destinazione: Qual è la destinazione finale e l’utilizzo reale di tali materiali pericolosi?
  • Autorizzazioni: Quali enti istituzionali sono stati coinvolti e informati nelle procedure di controllo?
  • Piani di emergenza: Esistono piani di sicurezza specifici, aggiornati e coordinati per gestire un eventuale incidente rilevante causato da materiali di classe 1.1D?

In arrivo una conferenza stampa a Carrara

L’associazione ribadisce la propria netta contrarietà all’utilizzo del porto per traffici funzionali ai conflitti armati e annuncia che continuerà a monitorare il caso per tutelare il diritto dei cittadini alla sicurezza e alla partecipazione democratica.

Per approfondire i dati dell’inchiesta e presentare gli sviluppi della vicenda, giovedì 2 luglio 2026 si terrà a Carrara una conferenza stampa pubblica. All’incontro parteciperanno direttamente la giornalista autrice del reportage, Linda Maggiori, e il presidente dell’osservatorio The Weapon Watch, Carlo Tombola.

 

Foto: Antonella Cappè