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Addio a Chris Rea: la voce di “Driving Home For Christmas” si spegne nel giorno più iconico

pubblicato da il 22 Dicembre 2025


Addio a Chris Rea: la voce di “Driving Home For Christmas” si spegne nel giorno più iconico

LONDRA, 22 dicembre 2025 – Destino beffardo per Chris Rea. Il leggendario cantautore e chitarrista si è spento oggi all’età di 74 anni, proprio in quella data – il 22 dicembre – che per milioni di persone coincide con l’ascolto del suo brano più celebre: “Driving Home For Christmas”.

La notizia è stata confermata dalla famiglia con una nota colma di dolore: “È con immensa tristezza che annunciamo la morte del nostro amato Chris. Si è spento pacificamente in ospedale oggi, dopo una breve malattia, circondato dai suoi cari”.

Dalle origini italo-irlandesi al successo mondiale

Nato nel 1951 a Middlesbrough da padre italiano e madre irlandese, Chris Rea ha iniziato la sua carriera lavorando nell’azienda di gelati di famiglia prima di scoprire la passione per la chitarra. Autodidatta, aveva sviluppato uno stile inconfondibile con la slide guitar, che unito alla sua voce calda e profonda (definita spesso “una via di mezzo tra il blues e il velluto”) lo ha reso uno degli artisti più amati della sua generazione.

Con oltre 25 album in studio all’attivo, ha scalato le classifiche mondiali con successi immortali come “The Road To Hell”, “On The Beach”, “Josephine” (dedicata a una delle figlie) e “Fool (If You Think It’s Over)”, che gli valse una nomination ai Grammy nel 1978.

L’inno del Natale scritto “senza patente”

Ironia della sorte, proprio la scorsa settimana Rea aveva rilasciato un’intervista rivelando un dettaglio curioso sulla nascita di Driving Home For Christmas (1988): “È una canzone frustrante ma anche confortante. La cosa divertente è che la scrissi proprio nel periodo in cui mi avevano sospeso la patente. Ma mi sentivo bene, e la gente dice di riuscire a sentire quel buonumore contagioso ogni volta che l’ascolta”.

Una vita di battaglie contro la malattia

La carriera di Rea è stata segnata da una straordinaria resilienza. Nel 1994 aveva affrontato un gravissimo tumore al pancreas che lo aveva costretto a un intervento invasivo (la rimozione di pancreas, cistifellea e parte del fegato). Nonostante un ictus nel 2016 e un collasso sul palco nel 2017, non aveva mai smesso di suonare e produrre musica, tornando sempre alle sue radici blues.

L’eredità di un uomo schivo

Nonostante il successo planetario, Chris Rea è sempre rimasto lontano dagli eccessi delle rockstar, vivendo una vita dedicata alla musica e alla famiglia. Lascia la moglie Joan, sua compagna dagli anni ’60, e le due figlie Josephine e Julia.

Oggi, mentre migliaia di persone sono davvero in viaggio verso casa per le feste, quella voce profonda che risuona dalle autoradio di tutto il mondo assume un significato ancora più profondo e malinconico.

L’uovo nel bagno e il legame con Bob Mortimer: il lato inedito di Chris

Mentre il mondo piange la scomparsa di un grande musicista, sui social migliaia di fan stanno condividendo uno dei racconti più surreali e amati che lo riguardano: la leggendaria storia dell’“uovo nel bagno”.

L’aneddoto, raccontato dal comico Bob Mortimer (suo concittadino di Middlesbrough) durante il celebre show Would I Lie To You?, è diventato negli anni un vero e proprio cult. Mortimer raccontò che nel 1997, dopo una sessione di registrazione, Chris Rea lo invitò a fare un bagno preparando per lui una strana sorpresa: un uovo crudo rotto nell’acqua calda.

“Mi disse: ‘Ecco Bob, questa è la tua stanza, questo è il bagno, ci rompo un uovo dentro per te'”, ricordava Mortimer, ammettendo di aver seguito quel consiglio per i successivi 22 anni. “Non ho mai capito il perché, ma la mattina dopo mi sentivo più vivo che mai. Se conoscevi Chris, sapevi che era una cosa ‘da Chris'”.

L’ultima apparizione: “Gone Fishing”

Non è un caso che l’ultima apparizione televisiva di Rea sia stata proprio nel 2020 nello speciale di Natale di Gone Fishing, il programma di pesca di Bob Mortimer e Paul Whitehouse (il cui titolo richiama proprio una celebre canzone di Rea).

In quell’occasione, con la sua solita onestà, Rea aveva ribadito il paradosso della sua vita: aver scritto l’inno di chi torna a casa in auto mentre lui, per ironia della sorte, si trovava senza patente e in difficoltà economiche. “Ancora oggi” – aveva scherzato poco tempo fa – “canto quella canzone agli altri automobilisti quando resto bloccato nel traffico in autostrada”.

Questi racconti dipingono il ritratto di un artista che, nonostante i milioni di dischi venduti, non ha mai perso il legame con le sue radici del nord dell’Inghilterra e con quel pizzico di follia che lo rendeva unico.