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Lutto nel mondo della cultura: addio ad Adriana Dadà, storica dell’anarchismo e maestra della memoria orale

pubblicato da il 29 Gennaio 2026


Lutto nel mondo della cultura: addio ad Adriana Dadà, storica dell’anarchismo e maestra della memoria orale

Il mondo della ricerca storica e l’intera comunità della Lunigiana piangono la scomparsa di Adriana Dadà, illustre ricercatrice e docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Firenze. Studiosa di rara sensibilità e rigore, la professoressa Dadà ha dedicato la sua vita all’analisi dei movimenti libertari, alla storia delle donne e, negli ultimi anni, all’indagine sui fenomeni migratori e sui traumi intergenerazionali, lasciando un’eredità intellettuale che resterà come pilastro per le future generazioni di studiosi.

La notizia è stata accolta con profondo cordoglio dal collettivo di “Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani” di Fosdinovo, che fin dalla sua fondazione nel 2004 ha trovato in Adriana Dadà un punto di riferimento scientifico e una guida etica imprescindibile. Il legame tra la storica e l’associazione si è cementato nel tempo, trasformandosi da una proficua collaborazione professionale in una solida e sincera amicizia fondata sulla condivisione di ideali civili e politici.

Una pioniera della storia orale e della ricerca sul campo

Adriana Dadà è stata una tra le prime storiche in Italia a comprendere le potenzialità della tecnologia applicata alla ricerca storiografica. Pioniera nell’uso della telecamera per le ricerche sul campo, ha introdotto un metodo innovativo che ha permesso di catturare non solo le parole, ma anche i volti, i silenzi e l’emotività dei testimoni della Storia. Questo approccio ha profondamente influenzato i primi passi di Archivi della Resistenza, con cui la docente ha avviato un dialogo costante, offrendo critiche costruttive e incoraggiamenti fondamentali per la nascita dei primi film-documentari del collettivo.

Tra le sue ricerche più significative e amate, si ricordano gli studi approfonditi sulle “balie da latte” e sulle “barsane”, figure centrali della storia sociale e femminile che Adriana ha saputo sottrarre all’oblio. Il suo lavoro ha trovato una sintesi d’eccellenza nel Museo Archivio della Memoria di Bagnone, da lei curato, che oggi rappresenta un presidio fondamentale per la conservazione della memoria collettiva del territorio.

Le radici in Lunigiana e l’impegno civile

Nonostante la lunga carriera accademica a Firenze, Adriana Dadà non ha mai reciso il cordoglio ombelicale con la sua terra d’origine. Di radici profonde tra Fosdinovo e Bagnone, tornava regolarmente tra le sue colline per partecipare a momenti di condivisione culturale come il festival “Fino al cuore della rivolta”. Per lei, la partecipazione a questi eventi non era solo un ritorno a casa, ma un modo per dare continuità al suo lavoro di ricerca, verificando sul campo il senso profondo della resistenza culturale e sociale.

Donna di fede anarco-comunista, Adriana ha vissuto la sua militanza con assoluta coerenza, impegnandosi attivamente nell’attività sindacale all’interno della FLC CGIL e, più recentemente, nell’ARCI, dove aveva contribuito a fondare un collettivo antifascista nel quartiere fiorentino di San Jacopino. Il suo metodo di ricerca era indissolubilmente legato a un approccio materialista e di classe, rivendicando con forza il ruolo “militante” dello studioso, chiamato non solo a descrivere la realtà, ma a fornire strumenti critici per interpretarla e migliorarla.

Un’eredità che resta viva nelle relazioni e nel magistero

Adriana Dadà lascia un vuoto incolmabile, ma il suo spirito battagliero e il suo rigore etico rimangono vivi attraverso le numerose relazioni umane che ha saputo coltivare fino all’ultimo. Il suo insegnamento risiede nella capacità di unire l’eccellenza accademica a una straordinaria umanità, doti che le permettevano di conquistare chiunque entrasse in contatto con lei, dentro e fuori le aule universitarie.

Il collettivo di Archivi della Resistenza, nell’esprimere la propria tristezza per questa perdita, si stringe attorno alla figlia Michela, al figlio Andrea e a tutti i familiari e compagni che l’hanno amata. La figura di Adriana Dadà continuerà a ispirare chiunque creda nel valore della memoria come strumento di libertà e cittadinanza attiva. “Chi ha compagne non morirà”, scrivono gli amici di Fosdinovo, salutando per l’ultima volta una maestra che ha saputo trasformare la polvere degli archivi nel calore di una storia condivisa.

Informazioni sul Museo Archivio della Memoria

Per chi volesse approfondire il lavoro di Adriana Dadà e l’importante campagna di interviste dedicata alle donne della Lunigiana emigrate in Svizzera, è possibile visitare il Museo Archivio della Memoria a Bagnone. Il museo rappresenta la testimonianza tangibile del suo impegno per la valorizzazione delle fonti orali e della storia delle classi subalterne, temi che hanno caratterizzato l’intera sua esistenza di studiosa militante.