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Apuane, dieci anni dopo gli Stati Generali: a Forte dei Marmi un fronte comune per superare il modello estrattivista

pubblicato da il 25 Maggio 2026


Apuane, dieci anni dopo gli Stati Generali: a Forte dei Marmi un fronte comune per superare il modello estrattivista

A dieci anni esatti dagli Stati Generali di Pietrasanta, le Alpi Apuane tornano al centro del dibattito politico, economico e ambientale della regione. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità e della Giornata Europea dei Parchi, Legambiente (attraverso i suoi circoli regionali e locali), insieme ad ARCI, CAI, CGIL e WWF, ha promosso il convegno “A 10 anni dagli Stati Generali di Pietrasanta: superare il modello estrattivista per un’economia basata sulla natura e sul lavoro delle comunità”, ospitato presso l’aula della Fondazione Villa Bertelli a Forte dei Marmi.

L’appuntamento ha tracciato un bilancio critico a un decennio dalla sottoscrizione del “Manifesto per le Alpi Apuane” del maggio 2016. Un documento che già allora denunciava la crescita esponenziale dell’escavazione a fronte di un drastico calo occupazionale nel settore lapideo e della perdita d’identità delle comunità montane, invocando una riconversione economica basata su turismo sostenibile, agricoltura e tutela del paesaggio.


La denuncia delle associazioni: “Basta monocultura del marmo”

I presidenti delle sezioni toscane e locali di Legambiente — Fausto Ferruzza (Toscana), Riccardo Cecchini (Versilia), Francesco Rossi (Massa & Montignoso), Mariapaola Antonioli (Carrara) e Luigi Ringozzi (Lunigiana) — hanno espresso una posizione netta sulle priorità per l’area protetta:

«Con questo incontro non abbiamo voluto celebrare il passato, ma concentrarci sulle cose da fare subito per salvare le Apuane. Serve un Parco che faccia davvero il Parco, un ecosistema che viva di nuove economie e che si affranchi finalmente dalla monocultura estrattivista, rimettendo al centro la dignità del lavoro. Questa è la ragione della solida rete delle nostre alleanze».


Gli interventi tecnici della prima sessione

I lavori, aperti dai saluti istituzionali del Comune di Forte dei Marmi, si sono articolati attraverso tre relazioni chiave:

  • Fausto Ferruzza (Legambiente Toscana) ha analizzato le permanenze e le criticità del Manifesto a dieci anni dalla sua stesura, evidenziando come le politiche socio-economiche comprensoriali non abbiano registrato i miglioramenti sperati.
  • Fabrizio Cinquini (architetto e pianificatore) si è concentrato sul Piano Integrato del Parco Regionale delle Alpi Apuane, evidenziando la complessa sfida di integrare la pianificazione urbanistica con la programmazione economica.
  • Tommaso Luzzati (Università di Pisa) ha tracciato le linee guida per lo sviluppo di un’economia alternativa, non più basata sul consumo della risorsa mineraria ma sulla valorizzazione del capitale naturale.

La tavola rotonda: istituzioni, sindacati e associazioni a confronto

La seconda parte della mattinata ha visto un ampio confronto finalizzato alla costruzione di percorsi condivisi. Al tavolo dei relatori si sono seduti:

  • Gianni Lorenzetti (Presidente della IV Commissione del Consiglio Regionale della Toscana)
  • Andrea Tagliasacchi (Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane)
  • Dante Caserta (Direttore Affari legali e istituzionali WWF Italia)
  • Rossano Rossi (Segretario Generale CGIL Toscana)
  • Benedetta Barsi (Presidente Gruppo Regionale CAI Toscana)
  • Ildo Fusani (Rappresentante ARCI Toscana)

Le conclusioni del tavolo sono state affidate a Stefano Raimondi, Responsabile nazionale biodiversità di Legambiente, il quale ha ribadito la necessità di avviare una transizione ecologica ed economica per il comprensorio apuano che metta al primo posto il ripristino della natura e modelli occupazionali sostenibili e duraturi per le comunità locali.